giovedì, gennaio 21

Amore o morte

Buona sera a tutti, vorrei condividere con tutti voi un po di idee che ballano nella mia testolina ultimamente, cercherò di metterle in ordine perche' spesso le mie intuizioni sono disorganiche e devo ordinarle. Per agevolare tale operazione chiedo aiuto a Glen Gould mentre vi sto scrivendo.

Veniamo al dunque, oggi secondo Fromm e anche secondo Aleph siammo tutti portati a sviluppare "amore" verso cose "meccaniche e morte", questo tipo di amore non può essere che massima espressione "dell'avere", si sublima nel desiderio di possesso e poi nella sensazione di potere stesso che il possesso conferisce al proprietario.

Questa abitudine al possesso fa si che noi applichiamo anche alle cose vive gli stessi comportamenti, per cui amo una persona se e' mia.
Nel caso in cui poi fosse mia per sempre allora li si tratta di un amore leggendario.

Tuttavia per quanto dominare può e conferisce un certo piacere come possiamo credere che quello sia "amore"?

Sembra quindi che il metro dell'amore nel 22esimo secolo sia la durata temporale e non la profondità di intesa, di empatia e di passione.
Dove non e' presente la durata spesso si parla di "donne e uomini" visti come oggetti, perche' invece se faccio un contratto di scambio duraturo con l'altra persona in quel caso non e' una mercificazione? Come ricorda spesso Mauro spesso i rapporti a due sono dei veri e propri mercati di scambio (per giunta neoliberisti!).

La durata "dovrebbe" essere la riconferma temporale della volonta di due persone che continuano a voler stare insieme e condividere. Ma siamo sicuri che basti la presenza fisica o basta che il partner non ci tradisca perche' questo sia amore? Quindi dopo una certa età quando il desiderio sessuale cala e siamo sicuri che non ci tradirà più e' vero amore sicuramente!

Forse io sono diverso perchè mi capita di provare una forte empatia per alcune persone che mi permette di guardarle dentro, di sentire una forte sofferenza e a volte di versare qualche lacrima nel momento in cui realizzo l'immensita di quella sofferenza. Posso anche affermare che quando esiste tale genere di empatia anche l'investimento libidico e la carica erotica cambia forma, fino a raggiungere la completa unione di due persone come due strumenti che suonano la stessa nota insieme.

Per quanto mi riguarda considerando il fatto che ho ancora molto lavoro da fare su di me e' naturale che dopo qualche tempo esca fuori anche la parte egoica e crei problemi e degenerazione nel rapporto. Il punto dove vorrei far luce e' che non e' la durata a stabilire la profondità dell'amore ne la sua mercificazione, ma sono i due soggetti stessi che la stabiliscono in base ad essi stessi.

La vera mercificazione e' vendere la propria compagnia in cambio di stabilità, abitudini, sicurezza.

La mia non e' una critica all'amore, anzi! Io ho la certezza che l'amore esiste ed e' prima di tutto una qualità dell'essere, un modo di vivere e di vedere tutto ciò che ci circonda. Il mio fine non è nemmeno il nichilismo e' la mia visione "poetica" della vita.

Mi piacerebbe sapere al riguardo le vostre opinioni, esperienze e qualsiasi cosa vi sentiate di dirmi e' ben accetta! :) Ditemi anche se Glen Gould funziona :P