martedì, novembre 24

cercare l'amore

Cercare l'amore e' come cercare il dipingere, il suonare
Possiamo possedere i dipinti e la musica, ma non l'atto divino che li ha creati. 
Finchè scambieremo il dipinto con l'atto di dipingere
la musica dal suonare,
l'amare per un oggetto andremo in giro a dire un sacco di cose sull'amore,
che hanno un nesso logico ma le premesse sbagliate non trovi?

Teologia Religione e Credenze

Molto spesso sento dibattere su argomenti religiosi e sulla religione, regna a mio parere una grande confusione concettuale, che genera ragionamenti coerenti con le premesse ma inesatti o approssimativi a causa dell'inesattezza delle premesse.

Facciamo un po di chiarezza:

Fede = Dal latino "Fidem" Fiducia. La fede e' la convinzione profonda che ognuno di noi possiede e ripone in qualcosa "le nostre verità". La fede non ha un oggetto preciso, ma ogni persona ha fede in qualcosa, gli atei nella scienza, nella tecnica, nel denaro, i religiosi nella religione o nelle credenze. Definirei la fede religiosa nella consapevolezza che esiste un qualcosa di inspiegabile/ancora inspiegato, un mistero o un qualcosa che trascende l'umana conoscenza. (motivo per cui non esistono persone che non hanno fede, anche gli atei sono consapevoli che c'e' qualcosa che ancora non può essere spiegato)

Teologia = Termine coniato da Platone ( dal greco Theos logia "discorso/ragionamento su dio"), la teologia può essere definita come tutto cio che si interroga o discute sulla natura divina, qualsiasi essa sia. Una macro categoria che contiene le sezioni più specialistiche.

Religione = dal latino "Re ligare" legare insieme, mettere insieme. Mettere insieme cosa? Un insieme di credenze, valori e concetti a cui tutti i credenti di quella tale religione credono o aderiscono. Comprende sia i principi generali e immutabili che le forme e le credenze tendenti al cambiamento.

Credenza = Le credenze sono le varie forme che una religione adatta in una data epoca/periodo, contengono parti di religioni ma sono un "simbolo religioso". Metafore, storie e tradizioni che una determinata religione applica in quel dato momento. La categoria più specifica delle tre.
Se pensiamo alla religione cristiana le credenze sono i vari modi di vivere la religione che sono cambiati nel corso degli anni. Le credenze sono ad esempio riti sacri, usi e costumi che la società sceglie.

 Vorrei inoltre precisare che le credenze sono un SIMBOLO in quanto il simbolo "simboleggia, punta alla cosa ma non e' la cosa pur non potendo essere scisso dalla cosa stessa che rappresenza".

Sono andato in ordine dal termine che li contiene tutti al termine più specifico per cercare di rendere più chiaro il concetto.

La religione occidentale ha avuto un evoluzione "antropologica" abbastanza ben definita:

  1. All'origine l'uomo "cacciatore-raccoglitore" cerca l'unione con il mondo che lo circondava...cerca di comprenderlo e di imitarlo per capirlo e prevederlo. Le prime religioni avevano come divinità la natura stessa, gli animali, la madre terra che lo nutre e gli fornisce tutto ciò che gli serve per sopravvivere.
  2. Quando l'uomo diventa "artigiano" ovvero creatore abile di "artefatti" creati da egli stesso che gli permettono di vivere in modo più agevole, rispecchiandosi nella ricerca religiosa cerca Dio in un "Artigiano, Grande Creatore". Se stesso più grande all'infinito.
Contemporaneamente l'uomo sposta la sua visione della società sulla religione, ovvero passa da una visione "matriarcale delle tribù poco organizzate" caratterizzate dall''amore materno: che e' cio che tutto comprende senza giudicare. Questo amore esiste o non può essere creato, ma se c'e' non puo essere perso.

Arrivando alla visione patriarcale delle società organizzate gerarchicamente, dove almeno alle origini il più competente guida il gruppo. L'amore paterno (che si sviluppa con la proprietà privata) e' un qualcosa che va guadagnano. Il padre "lascia" al figlio che più lo rispecchia i suoi possedimenti affinche esso prosegua la sua opera. E' un amore che discerne il bene dal male, il giusto dall'ingiusto.

Allo stesso modo la regione passa dall'essere la Gea la grande madre terra che tutto ama e tutto accoglie, attraverso i seguenti stadi:
(faccio una descrizione veloce, perchè non e' oggetto di questo post studiare l'antropologia religiosa)
  • Prima un creatore: crea e distrugge come meglio crede mi riferisco ai primi episodi biblici in cui chiede il sacrificio ad Abramo.
  • Poi diventa un padre giusto ma intrasigente e dispotico: pensiamo a quanto riguarda Mosè o a Sodoma e Gomorra, punisce chi non fà il suo volere ma e' giusto ed equo.
  • Fino a diventare un padre buono che purche veda un sincero pentimento tutto perdona e parlo di cio che accade da Gesu in avanti.
  • Ma il passo più alto dell'evoluzione teologica e' capire che visto che dio non e' identificabile dalla mente umana possiamo solo dire cio che Dio non e', infatti difficilmente riusciamo a capire la totalità di Dio tutta insieme attraverso il nostro linguaggio.

Cosa non e' Dio? Dio e' la negazione delle negazioni, il diniego dei dinieghi.
(cit. Meister Eckhart uno dei piu grandi mistici e teologi cristiani a mio parere)

Dio non ha un nome.
Dio non e' il denaro.
Dio non e' il potere.
Dio non e' la violenza in nessuna forma.
Dio non e' la presunzione.
Dio non e' la verità, la verità e' Dio.
Diò e' giustizia? No la giustizia vera e' divina.

Le streghe bruciate dai processi dell'inquisizione non hanno ricevuto giustizia divina pur essendo state processate in nome e per conto di Dio. Tuttavia dietro ogni perdono autentico c'e' Dio.

Se affermiamo che Diò e' la verità, intendiamo il nostro Dio e' la verità e dall'anno 0 ad oggi sono morte e state uccise troppe persone in nome di Diò per cui non era il suo vero nome.

Dio e' amore? No ogni aumore autentico e' divino, e' Dio in quella relazione (anche a trinità e' una relazione).

La vita e' divina, e' parte integrante di Dio.

Oggi mentre puntiamo il dito verso gli altri ricordiamoci cosa abbiamo fatto noi, roghi, processi, uccisioni e ingiustizie e invece di giudicare gli altri guardiamo cosa coltiviamo nel nostro cuore e se nel nostro cuore c'e':
Presunzione, odio, violenza, brama allora non siamo per niente religiosi e potete andare a messa a San Pietro tutte le domeniche che 4 pietre messe in cerchio non vi faranno scopire cosa "non e' Dio".

Perche' quelle sono Credenze della religione cristiana e non il cristianesimo in sè.

Molte persone quando e' emerso che la scienza è riuscita a provare che molte credenze cristiane riguardo alla creazione dell'universo e dell'uomo hanno visto crollare la loro fede, identificando la religione con le sue credenze. 

Mi spiego meglio: se la religione e i libri sacri dicono che la terra è piatta ed e' il centro dell'universo, questa e' una credenza della religione cristiana e non la sua essenza. La bibbia non va considerata un libro di scienza che spiega il funzionamento del cielo, piuttosto indica all'uomo come giungere al cielo diceva Galileo.

La religione cristiana e' permeata di credenze, ma queste sono una manifestazione della sua essenza non la sua essenza.

A mio parere l'essenza del Cristianesimo sono le parole di Cristo (Gesu per gli amici), gli insegnamenti filosofici che ci ha lasciato per permetterci di evolverci come persone e diventare umane (prima di diventare super uomini Nicciani).

L'amore per il prossimo, il non giudizio, la comprensione e l'empatia se portate avanti nella vita e vissute portano a scoprire l'essenza della religione. Altrimenti diventano belle parole e bellissimi riti vuoti di significato, una burocrazia a cui aderiamo perchè abbiamo bisogno di una stampella a cui appoggiarci, una verità da farci suggerire per evitare la fatica.

Vista sotto questa prospettiva la religione cristiana non differisce dal Buddhismo e dalle sue 4 nobili verità:

La sofferza esiste.
La sofferenza ha una causa. (l'attaccamento)
La sofferenza può essere superata.
La via per superare la sofferenza.
Come direbbe Fromm la differenza tra la credenza religiosa e la religiosità vera (dell'essere) sta nel fatto che nella prima ci si sottomette ad un "credo" creata da qualcunaltro a cui noi dobbiamo solo sottostare.

Vivere la religiosità e la fede invece e' trovare ogni giorno in se stessi quella parte divina attraverso la propria esperienza (Cristo in se stessi per i cattolici).

Non e' importante che ci sia il crocifisso nelle scuole, ma che nei bambini di oggi alberghi Cristo, Buddha e l'amore per tutto quanto ci circonda.

Oggi ci preoccupiamo molto dell'avere e dell'apparenza per questo se tolgono il crocifisso dalle scuole siamo tutti pronti a reclamare, ma nessuno dice niente se questo scompare dal nostro cuore.

Questo post e' dedicato ad alcuni grandi maestri: Raimon Panikkar, Eric Fromm e Mauro Scardovelli.

sabato, novembre 14

pace o tregua

Chi mi conosce sa...detesto l'ovvio e le cose superficiali. 
Ciò che e' accaduto e' conseguenza di una sola cosa: 
la convinzione profonda di possedere l'unica e inconfutabile verità. 
Chiunque pensa di averla e' potenzialmente pericoloso. 

Una delle cose che mi crea più sconforto e' che ormai i media decidono quando e come dirigere le vostre emozioni. Ogni giorno si verificano morti violente, ingiustizie e sofferenze...
ma se a soffrire e' il barbone per le strade di milano siete indifferenti quello e' socialmente accettato...
Riuscite a provare emozioni solo per ciò che la TV vi mostra.
 
Oggi non siete voi a decidere cosa vedere in tv, ma la tv a decidere cosa farvi vedere nella vostra testa:

Click oggi odiamo gli spagnoli e tutti giu a odiare gli spagnoli, facendo sparire tutto il resto.
Click oggi tutti contro l'Isis.
Domani a chi tocca?
Spegente la tv e accendete il cuore e il cervello.

Bisognerebbe riflettere non sulla cronaca in se e sui numeri ma sui concetti che sono atemporali e immutabili.

Cosa vuol dire pace? Assenza di guerra?

Secondo Panikkar: "la pace e' la partecipazione all'armonia universale" Armonizzarsi all'universo.

Secondo Fromm: ci sono almeno due tipi di pace "la pace duratura e la tregua"
La tregua e' un periodo di pace in cui le industrie producono e gli eserciti si organizzano per una futura guerra...
La pace duratura sono rapporti duraturi e armoniosi tra le nazioni.

Dalla prima guerra mondiale in poi abbiamo assistito solo a momenti di tregua.

Ma noi cosa desideriamo pace o tregua?

venerdì, novembre 13

Nell'essere non perde chi dona, ma chi trattiene e conserva. 
Così il pittore che non dona il suo essere alla tela, 
perde di vivere il quadro e nega al mondo i suoi quadri.
Nell'avere, nel possesso delle cose materiali, lì si può perdere ciò che abbiamo.
Chi cerca di tornare ad essere sà che la strada inizia facendo piano piano il vuoto.

il sapere

Penso che il sapere sia come la superficie artica:
chi non conosce ignora la sua esistenza;
chi sa poco pensa sia qualche centimetro di ghiaccio;
chi conosce penetra sotto il ghiaccio, 
nuota negli abissi sempre più scuri e impenetrabili e percepisce l'infinito sotto di se.

lunedì, novembre 9

Pensieri serali nati dalle mie letture...oggi abbiamo mercificato tutto anche noi stessi.

Ci percepiamo come qualcosa da investire per ricavarne il maggior ricavo possibile e non come qualcosa da 'vivere'.

Siamo nel computo avere direbbe Fromm. Ma ci rendiamo conto dell'assurdità?

Ci hanno resi tutti mercanti: tempo fa comprava chi aveva bisogno di un oggetto.

Oggi il concetto stesso di realizzare un affare è più importante dell'oggetto acquistato!!! 

Ma siamo diventati tutti mercanti?!? No perché un tempo solo i mercanti cercavano sempre di concludere 'affari'. 

Il comprare solo per realizzare un acquisto vantaggioso e non per l'oggetto stesso è pura follia. 

Lo scambio economico che e' nato come mezzo per favorire l'incontro tra domanda e offerta, tra bisogni e disponibilità e' diventato esso stesso un fine.

Questa società ha perso il suo lato umano, persone e soprattutto giovani che soffrono in silenzio non più in una folla solitaria, ma in una realtà multi dimensionale solitaria, perché oggi esistono vari piani della realtà legati alle tecnologie, ai social, ai media e dobbiamo prenderne atto. 

Un tempo la folla era solitaria, oggi la folla è sparsa in realtà diverse che spesso nn entrano in contatto.

venerdì, novembre 6

La sola e continua soddisfazione dei piaceri non è la soluzione che porta alla felicità. 

Ci hanno convinto che poter consumare in modo vorace e predatorio (cit. Recalcati) per soddisfare i nostri desideri conduce alla felicità.

Ci hanno convinti che tutto può essere acquistato o soggetto a valutazione economica.

 Ma non è così! 

Molto spesso sento dire che anche chi dispone di ingenti quantità di denaro non è pienamente felice, anzi molte volte non lo è affatto.

Non perché il possesso di per se renda infelici ma perché percorrendo la strada dell'edonismo non si arriva alla felicità (se non quella momentanea), là felicità è la serenità sono un percorso da intraprendere per il quale non esistono scorciatoie.

Non si può comprare ciò che trascende la mera materia fisica.