martedì, novembre 24

cercare l'amore

Cercare l'amore e' come cercare il dipingere, il suonare
Possiamo possedere i dipinti e la musica, ma non l'atto divino che li ha creati. 
Finchè scambieremo il dipinto con l'atto di dipingere
la musica dal suonare,
l'amare per un oggetto andremo in giro a dire un sacco di cose sull'amore,
che hanno un nesso logico ma le premesse sbagliate non trovi?

Teologia Religione e Credenze

Molto spesso sento dibattere su argomenti religiosi e sulla religione, regna a mio parere una grande confusione concettuale, che genera ragionamenti coerenti con le premesse ma inesatti o approssimativi a causa dell'inesattezza delle premesse.

Facciamo un po di chiarezza:

Fede = Dal latino "Fidem" Fiducia. La fede e' la convinzione profonda che ognuno di noi possiede e ripone in qualcosa "le nostre verità". La fede non ha un oggetto preciso, ma ogni persona ha fede in qualcosa, gli atei nella scienza, nella tecnica, nel denaro, i religiosi nella religione o nelle credenze. Definirei la fede religiosa nella consapevolezza che esiste un qualcosa di inspiegabile/ancora inspiegato, un mistero o un qualcosa che trascende l'umana conoscenza. (motivo per cui non esistono persone che non hanno fede, anche gli atei sono consapevoli che c'e' qualcosa che ancora non può essere spiegato)

Teologia = Termine coniato da Platone ( dal greco Theos logia "discorso/ragionamento su dio"), la teologia può essere definita come tutto cio che si interroga o discute sulla natura divina, qualsiasi essa sia. Una macro categoria che contiene le sezioni più specialistiche.

Religione = dal latino "Re ligare" legare insieme, mettere insieme. Mettere insieme cosa? Un insieme di credenze, valori e concetti a cui tutti i credenti di quella tale religione credono o aderiscono. Comprende sia i principi generali e immutabili che le forme e le credenze tendenti al cambiamento.

Credenza = Le credenze sono le varie forme che una religione adatta in una data epoca/periodo, contengono parti di religioni ma sono un "simbolo religioso". Metafore, storie e tradizioni che una determinata religione applica in quel dato momento. La categoria più specifica delle tre.
Se pensiamo alla religione cristiana le credenze sono i vari modi di vivere la religione che sono cambiati nel corso degli anni. Le credenze sono ad esempio riti sacri, usi e costumi che la società sceglie.

 Vorrei inoltre precisare che le credenze sono un SIMBOLO in quanto il simbolo "simboleggia, punta alla cosa ma non e' la cosa pur non potendo essere scisso dalla cosa stessa che rappresenza".

Sono andato in ordine dal termine che li contiene tutti al termine più specifico per cercare di rendere più chiaro il concetto.

La religione occidentale ha avuto un evoluzione "antropologica" abbastanza ben definita:

  1. All'origine l'uomo "cacciatore-raccoglitore" cerca l'unione con il mondo che lo circondava...cerca di comprenderlo e di imitarlo per capirlo e prevederlo. Le prime religioni avevano come divinità la natura stessa, gli animali, la madre terra che lo nutre e gli fornisce tutto ciò che gli serve per sopravvivere.
  2. Quando l'uomo diventa "artigiano" ovvero creatore abile di "artefatti" creati da egli stesso che gli permettono di vivere in modo più agevole, rispecchiandosi nella ricerca religiosa cerca Dio in un "Artigiano, Grande Creatore". Se stesso più grande all'infinito.
Contemporaneamente l'uomo sposta la sua visione della società sulla religione, ovvero passa da una visione "matriarcale delle tribù poco organizzate" caratterizzate dall''amore materno: che e' cio che tutto comprende senza giudicare. Questo amore esiste o non può essere creato, ma se c'e' non puo essere perso.

Arrivando alla visione patriarcale delle società organizzate gerarchicamente, dove almeno alle origini il più competente guida il gruppo. L'amore paterno (che si sviluppa con la proprietà privata) e' un qualcosa che va guadagnano. Il padre "lascia" al figlio che più lo rispecchia i suoi possedimenti affinche esso prosegua la sua opera. E' un amore che discerne il bene dal male, il giusto dall'ingiusto.

Allo stesso modo la regione passa dall'essere la Gea la grande madre terra che tutto ama e tutto accoglie, attraverso i seguenti stadi:
(faccio una descrizione veloce, perchè non e' oggetto di questo post studiare l'antropologia religiosa)
  • Prima un creatore: crea e distrugge come meglio crede mi riferisco ai primi episodi biblici in cui chiede il sacrificio ad Abramo.
  • Poi diventa un padre giusto ma intrasigente e dispotico: pensiamo a quanto riguarda Mosè o a Sodoma e Gomorra, punisce chi non fà il suo volere ma e' giusto ed equo.
  • Fino a diventare un padre buono che purche veda un sincero pentimento tutto perdona e parlo di cio che accade da Gesu in avanti.
  • Ma il passo più alto dell'evoluzione teologica e' capire che visto che dio non e' identificabile dalla mente umana possiamo solo dire cio che Dio non e', infatti difficilmente riusciamo a capire la totalità di Dio tutta insieme attraverso il nostro linguaggio.

Cosa non e' Dio? Dio e' la negazione delle negazioni, il diniego dei dinieghi.
(cit. Meister Eckhart uno dei piu grandi mistici e teologi cristiani a mio parere)

Dio non ha un nome.
Dio non e' il denaro.
Dio non e' il potere.
Dio non e' la violenza in nessuna forma.
Dio non e' la presunzione.
Dio non e' la verità, la verità e' Dio.
Diò e' giustizia? No la giustizia vera e' divina.

Le streghe bruciate dai processi dell'inquisizione non hanno ricevuto giustizia divina pur essendo state processate in nome e per conto di Dio. Tuttavia dietro ogni perdono autentico c'e' Dio.

Se affermiamo che Diò e' la verità, intendiamo il nostro Dio e' la verità e dall'anno 0 ad oggi sono morte e state uccise troppe persone in nome di Diò per cui non era il suo vero nome.

Dio e' amore? No ogni aumore autentico e' divino, e' Dio in quella relazione (anche a trinità e' una relazione).

La vita e' divina, e' parte integrante di Dio.

Oggi mentre puntiamo il dito verso gli altri ricordiamoci cosa abbiamo fatto noi, roghi, processi, uccisioni e ingiustizie e invece di giudicare gli altri guardiamo cosa coltiviamo nel nostro cuore e se nel nostro cuore c'e':
Presunzione, odio, violenza, brama allora non siamo per niente religiosi e potete andare a messa a San Pietro tutte le domeniche che 4 pietre messe in cerchio non vi faranno scopire cosa "non e' Dio".

Perche' quelle sono Credenze della religione cristiana e non il cristianesimo in sè.

Molte persone quando e' emerso che la scienza è riuscita a provare che molte credenze cristiane riguardo alla creazione dell'universo e dell'uomo hanno visto crollare la loro fede, identificando la religione con le sue credenze. 

Mi spiego meglio: se la religione e i libri sacri dicono che la terra è piatta ed e' il centro dell'universo, questa e' una credenza della religione cristiana e non la sua essenza. La bibbia non va considerata un libro di scienza che spiega il funzionamento del cielo, piuttosto indica all'uomo come giungere al cielo diceva Galileo.

La religione cristiana e' permeata di credenze, ma queste sono una manifestazione della sua essenza non la sua essenza.

A mio parere l'essenza del Cristianesimo sono le parole di Cristo (Gesu per gli amici), gli insegnamenti filosofici che ci ha lasciato per permetterci di evolverci come persone e diventare umane (prima di diventare super uomini Nicciani).

L'amore per il prossimo, il non giudizio, la comprensione e l'empatia se portate avanti nella vita e vissute portano a scoprire l'essenza della religione. Altrimenti diventano belle parole e bellissimi riti vuoti di significato, una burocrazia a cui aderiamo perchè abbiamo bisogno di una stampella a cui appoggiarci, una verità da farci suggerire per evitare la fatica.

Vista sotto questa prospettiva la religione cristiana non differisce dal Buddhismo e dalle sue 4 nobili verità:

La sofferza esiste.
La sofferenza ha una causa. (l'attaccamento)
La sofferenza può essere superata.
La via per superare la sofferenza.
Come direbbe Fromm la differenza tra la credenza religiosa e la religiosità vera (dell'essere) sta nel fatto che nella prima ci si sottomette ad un "credo" creata da qualcunaltro a cui noi dobbiamo solo sottostare.

Vivere la religiosità e la fede invece e' trovare ogni giorno in se stessi quella parte divina attraverso la propria esperienza (Cristo in se stessi per i cattolici).

Non e' importante che ci sia il crocifisso nelle scuole, ma che nei bambini di oggi alberghi Cristo, Buddha e l'amore per tutto quanto ci circonda.

Oggi ci preoccupiamo molto dell'avere e dell'apparenza per questo se tolgono il crocifisso dalle scuole siamo tutti pronti a reclamare, ma nessuno dice niente se questo scompare dal nostro cuore.

Questo post e' dedicato ad alcuni grandi maestri: Raimon Panikkar, Eric Fromm e Mauro Scardovelli.

sabato, novembre 14

pace o tregua

Chi mi conosce sa...detesto l'ovvio e le cose superficiali. 
Ciò che e' accaduto e' conseguenza di una sola cosa: 
la convinzione profonda di possedere l'unica e inconfutabile verità. 
Chiunque pensa di averla e' potenzialmente pericoloso. 

Una delle cose che mi crea più sconforto e' che ormai i media decidono quando e come dirigere le vostre emozioni. Ogni giorno si verificano morti violente, ingiustizie e sofferenze...
ma se a soffrire e' il barbone per le strade di milano siete indifferenti quello e' socialmente accettato...
Riuscite a provare emozioni solo per ciò che la TV vi mostra.
 
Oggi non siete voi a decidere cosa vedere in tv, ma la tv a decidere cosa farvi vedere nella vostra testa:

Click oggi odiamo gli spagnoli e tutti giu a odiare gli spagnoli, facendo sparire tutto il resto.
Click oggi tutti contro l'Isis.
Domani a chi tocca?
Spegente la tv e accendete il cuore e il cervello.

Bisognerebbe riflettere non sulla cronaca in se e sui numeri ma sui concetti che sono atemporali e immutabili.

Cosa vuol dire pace? Assenza di guerra?

Secondo Panikkar: "la pace e' la partecipazione all'armonia universale" Armonizzarsi all'universo.

Secondo Fromm: ci sono almeno due tipi di pace "la pace duratura e la tregua"
La tregua e' un periodo di pace in cui le industrie producono e gli eserciti si organizzano per una futura guerra...
La pace duratura sono rapporti duraturi e armoniosi tra le nazioni.

Dalla prima guerra mondiale in poi abbiamo assistito solo a momenti di tregua.

Ma noi cosa desideriamo pace o tregua?

venerdì, novembre 13

Nell'essere non perde chi dona, ma chi trattiene e conserva. 
Così il pittore che non dona il suo essere alla tela, 
perde di vivere il quadro e nega al mondo i suoi quadri.
Nell'avere, nel possesso delle cose materiali, lì si può perdere ciò che abbiamo.
Chi cerca di tornare ad essere sà che la strada inizia facendo piano piano il vuoto.

il sapere

Penso che il sapere sia come la superficie artica:
chi non conosce ignora la sua esistenza;
chi sa poco pensa sia qualche centimetro di ghiaccio;
chi conosce penetra sotto il ghiaccio, 
nuota negli abissi sempre più scuri e impenetrabili e percepisce l'infinito sotto di se.

lunedì, novembre 9

Pensieri serali nati dalle mie letture...oggi abbiamo mercificato tutto anche noi stessi.

Ci percepiamo come qualcosa da investire per ricavarne il maggior ricavo possibile e non come qualcosa da 'vivere'.

Siamo nel computo avere direbbe Fromm. Ma ci rendiamo conto dell'assurdità?

Ci hanno resi tutti mercanti: tempo fa comprava chi aveva bisogno di un oggetto.

Oggi il concetto stesso di realizzare un affare è più importante dell'oggetto acquistato!!! 

Ma siamo diventati tutti mercanti?!? No perché un tempo solo i mercanti cercavano sempre di concludere 'affari'. 

Il comprare solo per realizzare un acquisto vantaggioso e non per l'oggetto stesso è pura follia. 

Lo scambio economico che e' nato come mezzo per favorire l'incontro tra domanda e offerta, tra bisogni e disponibilità e' diventato esso stesso un fine.

Questa società ha perso il suo lato umano, persone e soprattutto giovani che soffrono in silenzio non più in una folla solitaria, ma in una realtà multi dimensionale solitaria, perché oggi esistono vari piani della realtà legati alle tecnologie, ai social, ai media e dobbiamo prenderne atto. 

Un tempo la folla era solitaria, oggi la folla è sparsa in realtà diverse che spesso nn entrano in contatto.

venerdì, novembre 6

La sola e continua soddisfazione dei piaceri non è la soluzione che porta alla felicità. 

Ci hanno convinto che poter consumare in modo vorace e predatorio (cit. Recalcati) per soddisfare i nostri desideri conduce alla felicità.

Ci hanno convinti che tutto può essere acquistato o soggetto a valutazione economica.

 Ma non è così! 

Molto spesso sento dire che anche chi dispone di ingenti quantità di denaro non è pienamente felice, anzi molte volte non lo è affatto.

Non perché il possesso di per se renda infelici ma perché percorrendo la strada dell'edonismo non si arriva alla felicità (se non quella momentanea), là felicità è la serenità sono un percorso da intraprendere per il quale non esistono scorciatoie.

Non si può comprare ciò che trascende la mera materia fisica.

venerdì, settembre 25

wv

Scusate ho truffato 11 milioni di clienti, ed ho mentito sulle emissioni inquinanti di 11 milioni di auto...pero mi danno 27 milioni di € di liquidazione...questa si che e' una società che premia l'onestà e stimola ad essere onesti.
Perchè la disonestà paga sempre!
Poi lamentatevi perchè i giovani di oggi mettono in atto comportamenti che non apprezzate...evidentemente hanno capito meglio di noi come vanno le cose e sono stanchi di essere presi per i fondelli.
Basta privatizzare i meriti e rendere pubblici i demeriti, se un AD viene pagato molto per fare il suo lavoro a causa del rischio che ne deriva, non capisco dove sta il rischio se dopo aver truffato nel peggior modo possibile viene ancora profumatamente pagato.

domenica, settembre 13

Tutte le volte che leggo post del tipo: chi mi ama, ama i miei difetti.

Mi chiedo se è una persona adulta a condividere oppure un bambino di 6 anni!

Abbiamo dei difetti e per ognuno è difficile 'trasformarli', poichè spesso si tratta di premesse epistemologiche che affondano nel nostro inconscio più profondo.
Dire che vogliamo una persona che ci ama per i nostri difetti vuol dire che si desidera un masochista schiavo come compagno, facile da sottomettere e che non si lamenti se in me albergano dei bambini.

 È come dire ho la febbre e mi deve piacere.

So che è difficile cambiare...ma almeno bisogna provarci.

venerdì, agosto 28

Ancora oggi vedo attribuire ed etichettare le persone con colori politici ormai estinti. Spesso quando si parla di razzismo la prima cosa che si dice è: è un fascista.
A me non interessa entrare nel merito del discorso storico e dire quanto o quali danni ha arrecato la dittatura in Italia o in Russia, le dittature sono dittature. Per cui chiederei di evitare risposte al post inerenti ai meriti o ai demeriti del fascismo in quanto non sono oggetto di questo post.
Ciò dove voglio arrivare io è:
il fascismo è morto una settantina di anni fa.
il comunismo più o meno 25.
A che scopo etichettare alcuni comportamenti con qualcosa che non esiste più?
E come se vedo un automobilista spericolato e gli do del cocchiere incosciente...oppure se do del brigante ad una persona di Rionero in Vulture.
Eraclito buon'anima disse: "Panta rei" ovvero tutto scorre. Visto che tutto scorre le cose cambiano, il mondo cambia e noi cambiamo. Per cui cercate di essere più attuali con il cervello e non solo hi-teck con la tecnologia.
Riprendendo il discorso se una persona è razzista, omofobica xenofoba o altre cose simili e volete attribuirgli un aggettivo ne potete trovare molti: rigido mentalmente, iperfocalizzato, conservatore, fino ad arrivare al testa di ca..volo, ignorante e via discorrendo.
Se volete etichettare una persona che vive la sua vita in modo "particolare"...magari fa anche uso di droghe leggere, non dategli del comunista perchè ha qualche stella rossa e intona canti partigiani. Il comunismo è morto e Marx nonostante la barba penso possa avere poco in comune con simili individui.
Questo post non vuole espimere giudizi o pareri, per quanto mi riguarda i giudizi sono sempre sbagliati! e non giudico nessuno...
Quello che vorrei comunicare alle persone che lo fanno è: se volete giudicare almeno scegliete i termini in modo accurato, perchè il linguaggio genera il pensiero...e associazioni linguistiche errone portano ad avere un pensiero forviante e poco chiaro.

giovedì, luglio 30

Platone ha inventato il termine "Teologia" da Theos e Logia...discorso su Dio, peccato che come giustamente sosteneva Platone la Teologia non e' un discorso sulla natura di Dio (che è bene e giustizia universale e non di una fazione religiosa o dell'altra), piuttosto il cercare di capire come "Divinizzare l'uomo", come avvicinare l'uomo a Dio e renderlo migliore. Cio che Platone chiama "Omoiosis Theo" l'imitazione del divino.
Il discorso potrebbe essere lungo ed articolato, quello che volevo mettere in luce e' il fatto che oggi le religioni hanno dimenticato questa parte "individuale e spirituale", questo percorso che ognuno di noi "dovrebbe" percorrere. In favore della divisione, del giudizio e di riti che sono stati svuotati per la maggior parte del loro messaggio profondo e originale.
Senza cercare di attribuire a Dio qualità umane come avviene oggi, ma riconoscendo del divino nelle creature viventi.
Cosi come accade per la natura, mentre una volta gli antichi guardavano il cielo cercando di capirne i mutamenti e le fasi e di riproporre e imitare la natura nella loro vita (tutti i contadini conoscevano bene le fasi lunari, l'alternarsi delle stagioni...), per vivere in armonia profonda con essa. Oggi invece l'uomo in un delirio di onnipotenza narcisistico e smisurato vuole "dominare" e "sfruttare" la natura, piegarla al suo volere.
Le conseguenze di questo tipo di mentalità le possiamo misurare giorno dopo giorno sulla nostra pelle.
(ringrazio come sempre Mauro per lo spunto di riflessione)

sabato, luglio 25

Spesso ci si lamenta perchè cambiano i nomi dei politici ma la politica rimane uguale o "degenera", perchè il mondo o la società ha sempre gli stessi problemi di fondo che aveva 2000 anni fà (da una parte i pochi ricchi dall'altra i milioni di poveri) e alla fine rivoluzioni su rivoluzioni infondo non è cambiato molto perchè i problemi che rimangono sono quelli insiti nella natura umana che e' l'unica cosa che non si è cercato mai di cambiare.
Il problema era il modello di governo (impero, stato, repubblica...)ma alla fine anche cambiando questo se non si cambia la natura umana poco cambia.
Bene se vi interessa davvero capire la natura del problema e non solo lamentarvi, ma pensare insieme una soluzione e come applicarla questo video può essere uno spunto.
Oppure continuate con le lamentele e le critice che non portano da nessuna parte e poi stupitevi se le cose non cambiano o se peggiorano che è la parte più logica del ragionamento.

giovedì, luglio 23

Volevo fare gli auguri a mio papà...e volevo farlo a modo mio ed essendo lontani uso FB...Beh inizio con il dire i genitori sono le nostre radici e finche nn riusciamo a comprenderli e ad amarli profondamente non possiamo amare nemmeno noi stessi...
Ognuno di noi ha delle divergenze dettate dal'età, dalle credenze di cio che e' bene fare o non fare nella vita...ma queste sono solo scelte individuali e non dobbiamo permettere a queste scelte di allontanarci dalle nostre radici...
Ecco mio papà non è solo mio padre biologico ma e' un genitore premuroso, perchè al mondo ci sono più padri che genitori...essere padre bastano pochi minuti essere genitori servono anni e anni di pazienza e comprensione.
Sabato scorso qualcuno ha detto "andate dalle persone a cui volete davvero bene e dite: sai io per tutto il bene che mi hai fatto me lo lego al dito e ti giuro ma ti giuro che non me ne dimenticherò mai perche' tutto il bene che mi hai fatto non è una cosa scontata, invece per tutte le volte che ci siamo trovati in disaccordo o abbiamo litigato io non ti porterò rancore perchè quello era il nostro ego ferito, le nostre parti sofferenti che parlavano non noi...e proprio per questo l'ho gia dimenticato"
Di solito si pensa che il bene che riceviamo sia scontato e il male invece sia ingiusto, la realtà e' proprio il contrario nel bene sincero e disinteressato che riceviamo come direbbe forse Panikkar c'e' Dio, l'essenza più alta della nostra umanità...ma visto che siamo uomini e abbiamo ancora da imparare a volte agiamo in modo egoistico ecco quello e' scontato...capita come capita che a volte piove o che fa caldo e non dobbiamo rimanere attaccati a quanto ci succede.

Ti voglio bene papà

martedì, giugno 16

Simboli e riti



Simboli e riti

I simboli da sempre rappresentano per l’umanità fonte di paura, meraviglia e /o adorazione. Da quando siamo piccoli associamo a simboli e formule magiche (che sono una forma non visiva di simboli) un potere che trascende la nostra razionalità. Come se quel determinato simbolo fosse la fonte o la porta di accesso ad un potere smisurato. 

Per molti di noi continua ad essere cosi anche in età adulta, basti pensare ai simboli religiosi che ci circondano. Ma non solo anche gruppi politici, sportivi e quant’altro si identifica in un proprio simbolo. “Semplici tratti grafici che racchiudono una o più verità lunghe o difficili da spiegare attraverso il linguaggio verbale”.

I simboli riescono ad abbattere le barriere linguistiche e a comunicare in modo chiaro, non solo tra membri appartenenti alla specie umana, anche con gli animali, basti pensare al padrone che instaura un rapporto con il proprio cane basato su un linguaggio simbolico (capo branco – sottoposto). Infatti basta osservare il mondo animale per capire che i simboli hanno lo stesso significato tanto per noi quanto per i nostri amici a quattro zampe. 

Pensiamo al linguaggio corporeo umano e a quello dei cani, quando vogliamo manifestare senso di potenza davanti ad un ipotetico rivale “ci gonfiamo” per occupare maggior spazio e sembrare piu grossi, si serra la mascella e si contraggono i muscoli. Il senso sottomissione e resa e’ sempre manifestato “abbassandosi” l’uomo abbassa la testa mentre il cane spesso si sdraia giu spesso a pancia in aria.

Ho scelto due esempi banali che rendano l’idea senza volermi dilungare sul discorso riguardante linguaggio corporeo, che a mio parere e’ costruito sulla base di simboli associati al nostro corpo.

I simboli quindi hanno un valore universale e profondo mentre le parole possono essere fraintese i simboli difficilmente possono esserlo. Quindi se usati nel modo corretto supportano il nostro linguaggio fornendo a chi ci ascolta una visione più chiara del messaggio che vogliamo far giungere. In questo possiamo riconoscere un maestro in Mauro Scardovelli, il quale ha scritto anche uno splendido libro sui simboli usati da Aleph.

Il segreto che li rende tanto chiari è che rappresentano come dice lo stesso Scardovelli il vero linguaggio del nostro subconscio, non sono un qualcosa che dobbiamo imparare o interpretare ma “sono” parte di noi (noi non individui separati, ma noi come un substrato comune a tutti noi). Un altro esempio lampante e’ fornito dai nostri sogni...in cui molto spesso come diceva Freud ci esprimiamo per simbologie e similitudini mascherando in parte il messaggio vero e proprio a causa del super io.

Quello su cui non avevo riflettuto fino ad oggi è che oltre a parlare al nostro subconscio parlano anche al nostro “Se superiore” a quella parte di noi collegata al resto dell’universo che molti definiscono come spirito (non anima perchè e’ un’altra componente ulteriore). E’ come se fossero il ponte di comunicazione tra noi e un piano di conoscenza superiore, per rifarmi agli antichi greci direi che sono il ponte per accedere “al mondo delle idee” di Platone. 

Questo luogo parallelo al nostro in cui possiamo osservare gli oggetti comuni allo stato perfetto e ideale. Per le persone un po più razionali potremmo definire i simboli come il motore delle nostre intuizioni e delle associazioni di concetti, infatti dopo aver reso un concetto un simbolo la nostra mente e’ libera dal peso del linguaggio e può associarlo confrontarlo con altri, arrivando a vedere posizioni nuove rispetto a quelle di partenza.

A questo punto molti di voi si saranno dimenticati del titolo “simboli e riti”...e i riti dove sono?
I riti sono degli usi e dei costumi abiuali sviluppati da alcune persone che hanno una base comune di condivisione, che puo essere la visione politica, religiosa o filosofica o anche si un mestiere.
Sui riti il discorso è più variegato, Confucio li riteneva di massima importanza per regolare la vita quotidiana del vivere civile, poichè se ogni persona si attiene a dei riti o ad una etichetta la società mantiene un grado di equilibrio in cui il vivere civilmente ne trae vantaggio.

Per Confucio erano un mezzo per regolare i rapporti tra persone. Egli dettava i riti da seguire tanto al buon padre di famiglia, al buon figlio, al buon governatore...In modo da sopperire ad eventuali istrinti e desideri umani che ci portano inevitabilmente al conflitto di interesse e quindi a generare situazioni spiacevoli.
Ma i riti non rivestono solo il ruolo di regolatori del quieto vivere e non sono solo geograficamente delimitati all’interno della Cina prima e del Giappone poi, i riti rivestono tutti i riti religiosi di qualsiasi nazione/etnia/epoca. Oltre ai riti le religioni sono permeate da idoli, raffigurazioni “simboli” del divino o delle divinità.
Perchè tutte le religioni (quasi in realtà) hanno dei riti e dei simboli? 

Beh i simboli servono come mezzo di collegamento a qualcosa che trascende la comprensione razionale, puntano (Cit. Panikkar) al divino, permettono di intuire un concetto direttamente tramite il nostro subconscio, senza l’uso della ragione che ha come premessa di avere un linguaggio interiore “pensare= parlare con se stessi” e per parlare servono le parole”.

I simboli sono indissolubilmente collegati al divino anche non essendo divino,  come sostiene lo stesso Panikkar e’ impossibile separarli dal divino anche non essendo essi stessi “il divino o la divinità”. I riti invece servono a mantenere inalterato il messaggio dettato dal profeta, messia o chi per esso. A fare in modo di conservare il linguaggio simbolico il piu possibile federe all’originale, non permettendo “alterazioni”.

Tirando le somme possiamo dire che i simboli sono “una foto” dell’oggetto/soggetto/concetto simboleggiato, come i koan zen insegnano “il dito che indica la Luna non è la Luna ma permette di capire all’interlocutore che si sta parlando di quel corpo celeste di colore giallo che vediamo spesso nel cielo.

Bene fino a qui non ho fatto altro che prendere idee di persone che ne sapevano più di me e riassumerle e collegarle, adesso voglio spiccare un volo pindarico aggiungendo qualcosa che ho intuito. A mio parere i riti servono a collegare più simboli, come le lettere servono a comporre le parole, al fine di creare un meta-simbolo complesso che ne contiene al suo interno contemporaneamente diversi.

Perchè? Perchè la verità non può essere compresa a pezzi ma deve essere “afferrata” nella sua immensa complessità. E’ vero che ogni singolo pezzo di verità contiene infondo la verità stessa, un po’ per il nostro sistema solare che somiglia abbastanza all’orbitare dei protoni attorno all’atomo. Questo spiega perchè si può “lasciarsi possedere” dalla verità seguendo infinite vie, e perchè si può conoscere tutto attraverso la conoscenza profonda di se.

Gnôthi sautón diceva l’oracolo di Delphi, ovvero conosci te stesso...Molti buddhisti dicono conosci le cose e sarai colto, conosci gli altri e sarai saggio, conosci te stesso e sarai illuminato.

La verità è unica ed allo stesso tempo è indefinita. La verità è Olos.
Per arrivare alla conclusione devo fare una premessa:

“pensare = (dal Latino pensare: pesare, apprezzare) dialogare con se stessi, comunicare in termini linguistici a se stessi una situazione/fatto/oggetto”.

“intuito = (dal latino intueri = veder dentro) capacità di vedere un qualcosa che va oltre le capacità razionali o di misura”

I simboli e i riti ci servono per cercare di replicare questa verità impossibile da pensare  e riprodurla in modelli semplificati che hanno per loro natura dei confini “apprezzabili”, per cercare di comunicarla prima “alla nostra mente intelligente (dal Latino Inter Legere: scegliere fra, raccogliere)” e poi eventualmente agli altri.

 


Troppo piccolo...
troppo grande...
è uguale
Troppo vero


Sante

giovedì, maggio 7

Il tempo vola...perchè secondo qualcuno noi rimaniamo fermi?

Per anni ho cercato di capire se c'era un argomento su cui potevo tenere un blog che non fosse una sorta di diario...

Ecco dopo anni e anni la risposta e' arrivata: le mie letture!

Penso di cambiare un po la grafica del blog per riadattarla a questo nuovo scopo, sono cambiate cosi tante cose che e' cambiato qualcosa in me, anche questa grafica che mi ha sempre fatto impazzire adesso non la "riconosco piu come mia", o meglio come acora mia.

Ed ecco le mie letture e le mie riflessioni.

mercoledì, marzo 11



Già da tempo nella mia mente e' arrivato il seme di questa idea...ma solo ieri dopo una chiacchierata che mi ha fatto riflettere sono arrivato alla germinazione.

Premessa: a pagare maggiormente le conseguenze di questa crisi sono le generazioni che non sono riuscite a trovare ancora il primo impiego, questo non solo destabilizza su un piano economico, ma anche e soprattutto lo fa su un piano morale/sociale/esistenziale. In quanto molti giovani non trovando lavoro non riescono a trovare un modo alternativo per "investire i propri neuroni" e trovare soddisfazione in ciò che fanno. Le alterative potrebbero essere molte ma in Italia sono costose per cui finiamo nel ritrovarci nella metafora del cane che si morde la coda. Molti giovani che non trovano lavoro non hanno la possibilità di studiare musica, belle arti, restauro o di frequentare corsi "davvero professionalizzanti".


Tutto ciò crea un malessere interno ed esterno che genera solo odio verso il mondo, la società e gli altri. Se aggiungiamo a questo che oggi non esiste più identità politica perché tutti i partiti parlamentari hanno abbandonato ogni sorta di ideologia politica.

Qualche anno fa ogni giovane si identificava in una ideologia politica, oggi c'e' la sfiducia totale e molti inneggiano all'anarchia, perchè si sentono oppressi e schiacciati dalla realtà che ci incombe.


A cosa porterà tutto ciò? Io spero che saranno i libri di storia a smentirmi, tuttavia penso che nasceranno nuovamente i figli del 68' prematuramente scoparsi o adattati. Sarà sicuramente diverso il modo in cui la nuova rivolta popolare si scatenerà, saranno diversi i motti e le facce, ma ciò che io temo e che la violenza sara uguale se non peggiore a quella che e' stata negli anni di Piombo.


L'unica possibilità che potrebbe permetterci di non arrivare a questo penso che possa essere la nascita di qualche partito che ragioni con il cuore al posto che con il portafoglio. Che porti un cambiamento strutturale nelle scuole, nel sentire comune e nelle persone, in poco quello che potrebbe essere classificato come un "evoluzione verso una società più equa" non una società dei consumi ma dei consumatori!


Cosa possiamo fare noi come singoli? Iniziare a pensare con la nostra testa, iniziare a guardare i nostri problemi e non ai problemi degli altri, alle "disgrazie" e ai terroristi. Noi come singoli esseri umani non possiamo combattere organizzazioni terroristiche per cui sprecare giornate intere a discutere su questi problemi è solo aria fritta, fumo negli occhi!

Pero possiamo risolvere i nostri problemi e se ognuno fa lo sforzo di guardarsi dentro per cercare di migliorarsi, di non giudicare continuamente gli altri ( perchè è impossibile comprendere le ragioni di un gesto isolandole dalle emozioni di colui il quale l'ha messo in atto) allora forse il mondo migliorerà.


In caso contrario dimenticate questo post e continuate a parlare di stronzate, tragedie e massimi sistemi...e aspettiamo che il salvatore scenda sentendoci intanto autorizzati a fare quel c***o che ci pare.

domenica, marzo 1

martedì, febbraio 17

martedì, febbraio 10

venerdì, gennaio 16



ultimamente sto veramente odiando fb...





mi sembra un posto in cui ognuno fa il saputello mettendo in prima linea il suo ego!

Tutti polemici, politici e politicanti, vi preoccupate e giudicate qualsiasi stronzata...si perchè di stronzate si parla!

Non ho sentito uno lamentarsi per il fatto che Renzi ha modificato il regime dei minimi, che ha permesso a molti giovani di aprire una partita iva con un regime vantaggioso e quindi intraprendere un'attività economica, utile anchea migliorare la situazione economica del paese. Ma no chi se ne frega! le cose importanti sono altre...


Ma la vera domanda e' cosa fate per cambiare le cose a parte criticare?

La risposta e' niente!


La domanda seguente penso possa essere: cosa possiamo fare affinchè le cose cambino?

Crescere e migliorare come persone, ognuna individualmente abbandonando il proprio ego e scendendo da sto cazzo di piedistallo che vi siete inventati nella vostra testa!


Perchè? Beh perchè viviamo in una società e intratteniamo ogni momento relazioni sistemiche che si influenzano a vicenda, ovvero ognuno di noi e' in contatto con tante altre persone e tra le parti avviene uno scambio, per cui dopo lo scambio ciascuno dei due e' diverso da prima.


Se una persona migliora e matura a livello "mentale/spirituale" trasmetterà poco o tanto questo suo miglioramento ad altri, sperando di innescare un circolo virtuoso.


Quindi oltre a criticare gli altri pensiamo ogni tanto a guardarci allo specchio ognuno per se! (e senza bisogno di farne pubblico dominio) cercando di capire cosa non va e dove poter migliorare!


In questo modo magari tra due o tre ere geologiche potremmo avere anche dei politici onesti, perchè è vero che loro sono "politici" e dovrebbero essere puliti perchè ci rappresentano, ma sono prima di tutto cittadini e non sono che una rappresentazione del nostro paese. La cosa di cui non ci rendiamo conto che in realtà sono persone con i nostri stessi valori, ma con le opportunità e le tentazioni elevate alla quarta. Motivo per cui i difetti comuni sono amplificati.


Se avremo il coraggio di diventare persone migliore per la legge dei grandi numeri anche la classe politica dovrebbe rispecchiare un popolo migliore e quel punto magari non serviranno più leggi atte ad assicurarci che chi ci governa è una persona "onesta". Leggi che per altro non vengono mai applicate o ad ogni modo mai completamente, perchè le leggi non si applicano si interpretano...e no aggiungo altro.


Quindi come disse qualche tempo fa una persona che stimo non dimentichiamoci che viviamo una misera vita e molti di noi non sono ne principi ne baroni dal sangue blu. Io aggiungerei oltre a criticare e guardare fuori ogni tanto guardate dentro di voi e intorno a voi e cerchiamo di diventare delle persone migliori.


Se non ve ne frega niente continuate a lamentarvi di questo o di quello e aspettate che il mondo cambi per inerzia...e good luck (buona fortuna)